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	<description>Sito del santuario di Sant&#039;Ignazio da Laconi a Cagliari</description>
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		<title>Il Santo del giorno : Mercoledì delle Ceneri</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANTORALE]]></category>

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		<description><![CDATA[l&#8217;origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell&#8217;antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l&#8217;evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: &#8220;da una celebrazione pubblica ad &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/22/il-santo-del-giorno-mercoledi-delle-ceneri/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/20240.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/20240.jpg" alt="" title="Ivan Kramskoy. Christ in the desert. 1872." width="147" height="150" class="alignleft size-full wp-image-4709" /></a>l&#8217;origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell&#8217;antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l&#8217;evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: &#8220;da una celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; da una espiazione, previa all&#8217;assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all&#8217;assoluzione&#8221;.</p>
<p>La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell&#8217;imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l&#8217;importanza di questo segno.</p>
<p>La teologia biblica rivela un duplice significato dell&#8217;uso delle ceneri.</p>
<p>1 &#8211; Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell&#8217;uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice: &#8220;Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere&#8230;&#8221; (Gen 18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: &#8220;Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere&#8221; (Gb 30,19). In tanti altri passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell&#8217;uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).</p>
<p>2 &#8211; Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: &#8220;I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere&#8221; (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: &#8220;Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore&#8221; (Gdt 4,11).</p>
<p>La semplice ma coinvolgente liturgia del mercoledì delle ceneri conserva questo duplice significato che è esplicitato nelle formule di imposizione: &#8220;Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai&#8221; e &#8220;Convertitevi, e credete al Vangelo&#8221;. Adrien Nocent sottolinea che l&#8217;antica formula (Ricordati che sei polvere&#8230;) è strettamente legata al gesto di versare le ceneri, mentre la nuova formula (Convertitevi&#8230;) esprime meglio l&#8217;aspetto positivo della quaresima che con questa celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una soluzione rituale molto significativa: &#8220;Se la cosa non risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l&#8217;antica e la nuova formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: &#8220;Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo&#8221;.</p>
<p>Il rito dell&#8217;imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo l&#8217;omelia, sostituisce l&#8217;atto penitenziale della messa; inoltre può essere compiuto anche senza la messa attraverso questo schema celebrativo: canto di ingresso, colletta, letture proprie, omelia, imposizione delle ceneri, preghiera dei fedeli, benedizione solenne del tempo di quaresima, congedo.</p>
<p>Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una celebrazione comunitaria &#8220;privilegiata&#8221; nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.</p>
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		<title>La messa del 22 febbraio</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/02/22/la-messa-del-22-febbraio/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[LITURGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Antifona d&#8217;ingresso Tu ami tutte le tue creature, Signore, e nulla disprezzi di ciò che hai creato; tu dimentichi i peccati di quanti si convertono e li perdoni, perché tu sei il Signore nostro Dio. (cf. Sap 11,23-26) Si omette &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/22/la-messa-del-22-febbraio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Antifona d&#8217;ingresso<br />
Tu ami tutte le tue creature, Signore,<br />
e nulla disprezzi di ciò che hai creato;<br />
tu dimentichi i peccati di quanti si convertono<br />
e li perdoni,<br />
perché tu sei il Signore nostro Dio. (cf. Sap 11,23-26) </p>
<p>Si omette l’atto penitenziale, perché è sostituito dal rito di imposizione delle ceneri.</p>
<p>Colletta<br />
O Dio, nostro Padre,<br />
concedi al popolo cristiano<br />
di iniziare con questo digiuno<br />
un cammino di vera conversione,<br />
per affrontare vittoriosamente<br />
con le armi della penitenza<br />
il combattimento contro lo spirito del male.<br />
Per il nostro Signore Gesù Cristo&#8230;</p>
<p>><br />
Prima lettura</p>
<p>Gl 2,12-18<br />
Laceratevi il cuore e non le vesti.</p>
<p>Dal libro del profeta Gioèle</p>
<p>Così dice il Signore:<br />
«Ritornate a me con tutto il cuore,<br />
con digiuni, con pianti e lamenti.<br />
Laceratevi il cuore e non le vesti,<br />
ritornate al Signore, vostro Dio,<br />
perché egli è misericordioso e pietoso,<br />
lento all’ira, di grande amore,<br />
pronto a ravvedersi riguardo al male».<br />
Chi sa che non cambi e si ravveda<br />
e lasci dietro a sé una benedizione?<br />
Offerta e libagione per il Signore, vostro Dio.<br />
Suonate il corno in Sion,<br />
proclamate un solenne digiuno,<br />
convocate una riunione sacra.<br />
Radunate il popolo,<br />
indite un’assemblea solenne,<br />
chiamate i vecchi,<br />
riunite i fanciulli, i bambini lattanti;<br />
esca lo sposo dalla sua camera<br />
e la sposa dal suo talamo.<br />
Tra il vestibolo e l’altare piangano<br />
i sacerdoti, ministri del Signore, e dicano:<br />
«Perdona, Signore, al tuo popolo<br />
e non esporre la tua eredità al ludibrio<br />
e alla derisione delle genti».<br />
Perché si dovrebbe dire fra i popoli:<br />
«Dov’è il loro Dio?».<br />
Il Signore si mostra geloso per la sua terra<br />
e si muove a compassione del suo popolo.</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>><br />
Salmo responsoriale</p>
<p>Sal 50</p>
<p>Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.</p>
<p>Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;<br />
nella tua grande misericordia<br />
cancella la mia iniquità.<br />
Lavami tutto dalla mia colpa,<br />
dal mio peccato rendimi puro. </p>
<p>Sì, le mie iniquità io le riconosco,<br />
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.<br />
Contro di te, contro te solo ho peccato,<br />
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.</p>
<p>Crea in me, o Dio, un cuore puro,<br />
rinnova in me uno spirito saldo.<br />
Non scacciarmi dalla tua presenza<br />
e non privarmi del tuo santo spirito.</p>
<p>Rendimi la gioia della tua salvezza,<br />
sostienimi con uno spirito generoso.<br />
Signore, apri le mie labbra<br />
e la mia bocca proclami la tua lode.</p>
<p>><br />
Seconda lettura</p>
<p>2Cor 5,20-6,2<br />
Riconciliatevi con Dio. Ecco ora il momento favorevole.</p>
<p>Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi</p>
<p>Fratelli, noi, in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.<br />
Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti:<br />
«Al momento favorevole ti ho esaudito<br />
e nel giorno della salvezza ti ho soccorso».<br />
Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza!</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>Canto al Vangelo (Sal 94,8)<br />
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!<br />
Oggi non indurite il vostro cuore,<br />
ma ascoltate la voce del Signore.<br />
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!</p>
<p>><br />
Vangelo</p>
<p>Mt 6,1-6.16-18<br />
Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.</p>
<p>+ Dal Vangelo secondo Matteo</p>
<p>In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:<br />
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.<br />
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.<br />
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.<br />
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».</p>
<p>Parola del Signore</p>
<p>Preghiera dei fedeli<br />
Il Signore che vede nel segreto, ci ha convocati nel segno delle sacre ceneri, perchè iniziamo il cammino quaresimale di conversione e riconciliazione con umiltà e gioia, confidando nella sua infinita misericordia. A lui rivolgiamo la nostra preghiera, dicendo:<br />
Converti il nostro cuore, Signore. </p>
<p>Perchè la Chiesa, che annuncia e celebra il perdono di Dio, sia nel mondo segno e strumento di riconciliazione. Preghiamo:<br />
Perchè le comunità cristiane che si esercitano nel digiuno quaresimale, sappiano condividere le ansie, le povertà e le speranze degli uomini di oggi. Preghiamo:<br />
Perchè i poveri e i sofferenti ricevano il conforto dell&#8217;aiuto fraterno e partecipino con gioia al cammino di speranza del popolo di Dio. Preghiamo:<br />
Perchè il richiamo delle sacre ceneri alla condizione mortale dell&#8217;uomo e alla precarietà delle sue conquiste, favorisca l&#8217;incontro con Dio, vera fonte di vita e di salvezza. Preghiamo:<br />
Perchè l&#8217;ascolto della Parola, la conversione, la preghiera, gli impegni battesimali, la carità rinnovino profondamente i nostri rapporti con Dio e i fratelli. Preghiamo:<br />
Perchè questo rito non rimanga staccato dalla vita quotidiana.<br />
Per i ragazzi e i giovani che partecipano con proprie iniziative alla quaresima di fraternità. </p>
<p>Accogli, Padre santo, le nostre preghiere, e fà che siamo fedeli agli impegni che oggi assumiamo, per essere trovati degni di partecipare, al termine di questo tempo di grazia, all&#8217;incontro con Cristo nostro Signore. Amen.</p>
<p>Preghiera sulle offerte<br />
Accogli, Signore, questo sacrificio,<br />
col quale iniziamo solennemente la Quaresima,<br />
e fa’ che mediante le opere di carità e penitenza<br />
vinciamo i nostri vizi<br />
e liberi dal peccato<br />
possiamo celebrare la Pasqua del tuo Figlio.<br />
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.</p>
<p>PREFAZIO DI QUARESIMA IV<br />
I frutti del digiuno </p>
<p>È veramente cosa buona e giusta,<br />
nostro dovere e fonte di salvezza,<br />
rendere grazie sempre e in ogni luogo<br />
a te, Signore, Padre santo,<br />
Dio onnipotente ed eterno.<br />
Con il digiuno quaresimale<br />
tu vinci le nostre passioni, elevi lo spirito,<br />
infondi la forza e doni il premio,<br />
per Cristo nostro Signore.<br />
Per questo mistero si allietano gli angeli<br />
e per l’eternità adorano la gloria del tuo volto.<br />
Al loro canto concedi, o Signore,<br />
che si uniscano le nostre umili voci<br />
nell’inno di lode: Santo&#8230;</p>
<p>Antifona di comunione<br />
Chi medita giorno e notte<br />
sulla legge del Signore,<br />
al tempo opportuno porterà il suo frutto. (Sal 1,2-3) </p>
<p>Oppure:<br />
“Prega il Padre tuo nel segreto<br />
ed egli ti ricompenserà” (Mt 6,6)</p>
<p>Preghiera dopo la comunione<br />
Questo sacramento che abbiamo ricevuto, o Padre,<br />
ci sostenga nel cammino quaresimale,<br />
santifichi il nostro digiuno<br />
e lo renda efficace per la guarigione del nostro spirito.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
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		<title>Il pensiero del giorno</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/02/22/il-pensiero-del-giorno-101/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 08:52:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERO DEL GIORNO]]></category>

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		<description><![CDATA[La Quaresima ci offre ancora una volta l&#8217;opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l&#8217;aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/22/il-pensiero-del-giorno-101/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
La Quaresima ci offre ancora una volta l&#8217;opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l&#8217;aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. </p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Santo del giorno : San Pier Damiani Vescovo e dottore della Chiesa</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/02/21/il-santo-del-giorno-san-pier-damiani-vescovo-e-dottore-della-chiesa/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANTORALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo santo, tutto fuoco, nacque a Ravenna nel 1007 da poveri genitori carichi di figli. Sua madre lo abbandonò, per fortuna momentaneamente, ancora lattante. Quando mori, l&#8217;orfano fu educato con grande durezza dal fratello Rodelinda, che lo fece guardiano di &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/21/il-santo-del-giorno-san-pier-damiani-vescovo-e-dottore-della-chiesa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/26200C.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/26200C.jpg" alt="" title="26200C" width="113" height="150" class="alignleft size-full wp-image-4701" /></a><strong><br />
Questo santo, tutto fuoco, nacque a Ravenna nel 1007 da poveri genitori carichi di figli. Sua madre lo abbandonò, per fortuna momentaneamente, ancora lattante. Quando mori, l&#8217;orfano fu educato con grande durezza dal fratello Rodelinda, che lo fece guardiano di porci. Possedeva però un&#8217;intelligenza talmente viva che il fratello maggiore, Damiano, più benevolo, pensò di avviarlo agli studi prima a Faenza, poi a Parma. In essi Pietro fece prodigiosi progressi. A venticinque anni si acquistò un nome nell&#8217;insegnamento.<br />
Verso il 1035 cattivi esempi e violente tentazioni determinarono il santo a entrare segretamente nel monastero benedettino di Fonte Avellana, sul monte Catria (Pesaro), dove si abbandonò a così rigorose penitenze da contrarre violenti mal di testa e insonnia. Durante la convalescenza approfondì lo studio delle Scritture. La fama di esegeta che si acquistò tra i pochi confratelli lo fece richiedere come oratore dall&#8217;abbazia di Pomposa, dal monastero di S. Vincenzo di Porta Pertusa, e da altri centri in relazione con Fonte Avellana.<br />
Quando ritornò nel suo eremo, il Damiani fu eletto priore. Il suo governo segnò per la comunità un&#8217;era di prosperità materiale e spirituale, tant&#8217;era innamorato dell&#8217;ideale della vita claustrale di cui divenne il teorico. I novizi accorsero numerosi alla sua scuola, motivo per cui gli fu possibile moltiplicare le case filiali nelle regioni limitrofe, e dare origine a una Congregazione eremitica d&#8217;ispirazione camaldolese, anche se in sé autonoma. Penetrato dello spirito di S. Agostino e di S. Benedetto, egli seguì le orme dei grandi monaci del suo secolo: S. Romualdo, fondatore dei Camaldolesi; S. Odilone e S. Ugo il Grande, abati di Cluny e Desiderio, abate di Montecassino. Nulla sfuggiva al suo vigile occhio. Egli esigeva l&#8217;assiduità alle ore canoniche diurne e notturne, voleva che i monaci praticassero la rigorosa povertà, non uscissero dall&#8217;eremo, e non si occupassero di negozi secolari. Alla preghiera i religiosi dovevano aggiungere il lavoro, la pratica di frequenti digiuni e mortificazioni in proporzione dei propri peccati. Il santo fu un grande sostenitore delle flagellazioni corporali supererogatorie. Ai più ferventi religiosi permise di flagellarsi ogni giorno durante la recita di una quarantina di salmi.<br />
L&#8217;epoca in cui Pier Damiani visse fu triste per la Chiesa a causa della simonia e dell&#8217;immoralità del clero. Per oltre trent&#8217;anni i conti di Tuscolo avevano disposto della sede romana come di un bene di famiglia. Il primo papa che fece sperare una riforma fu Gregorio VI, il quale aveva persuaso il dodicenne Benedetto IX a rinunciare al papato, sborsandogli una somma dì denaro. I romani lo avevano eletto al posto di lui, ma nel concilio di Sutri del 1046, radunato da Enrico III, fu costretto a dimettersi perché sospettato di simonia. Al suo posto fu eletto Clemente II. L&#8217;imperatore invitò più volte Pier Damiani a stabilirsi a Roma in qualità di consigliere del papa, ma egli si limitò a scrivere all&#8217;eletto, per notificargli il disordine che regnava nelle chiese della sua provincia a causa del fasto dei vescovi, la maggior parte dei quali era carica di crimini.<br />
La riforma della Chiesa fu iniziata con coraggio da S. Leone IX (10481054) coadiuvato da Ildebrando, monaco e cardinale. Sotto il suo pontificato prese forme concrete l&#8217;opera del Damiani a favore del risanamento della gerarchia, che nel suo zelo irruente, voleva casta e feconda di opere buone. Scrisse allora i suoi due più famosi trattati, il Liber Gratissimus riguardante gli ecclesiastici ordinati gratuitamente e, secondo lui, validamente da vescovi simoniaci, e il Liber Gomorrhianus, dedicato al papa stesso, nel quale flagella spietatamente i costumi del clero corrotto. Leone IX lodò l&#8217;autore per l&#8217;aiuto che gli prestava nella lotta contro i mali del tempo, ma furono tanto vive le rimostranze che sollevò con il suo scritto che lo ritenne un po&#8217; frutto della sua fantasia.<br />
Fu Stefano IX, succeduto a Vittore II (+ 1057), che impose per ubbidienza al Damiani il titolo di cardinale vescovo di Ostia, ma morì troppo presto per compiere l&#8217;opera di riforma che l&#8217;irruente santo perseguiva. Nel 1058 i conti di Tuscolo fecero eleggere papa Giovanni, vescovo di Velletri, col nome di Benedetto X, ma il nuovo cardinale lo trattò come intruso e simoniaco. Raggiunse a Siena Ildebrando, di ritorno da una missione presso l&#8217;imperatrice Agnese, e con lui provvide all&#8217;elezione del vescovo di Firenze, Gerardo di Borgogna, che prese il nome di Niccolò II. Da questo momento il Damiani dichiarò guerra senza quartiere ai perturbatori della Chiesa e si adoperò con le sue lettere di fuoco e i suoi trattati perché fosse osservato il decreto di Leone IX contro i chierici simoniaci e incontinenti, che avvilivano il sacerdozio e scandalizzavano i fedeli. Sotto il pontificato di Niccolò II, nel 1059, svolse la sua prima missione a Milano per la riforma di quella chiesa, e di altre della Lombardia. Egli vi riportò la pace applicando la sua teoria della validità delle ordinanze simoniache, in contrasto con quella del cardinal Umberto di Selva Candida. Molto verosimilmente, fu dietro consiglio di Ildebrando e di Pier Damiani che Niccolò II emanò in quello stesso anno il celebre decreto per cui, onde assicurare in futuro l&#8217;indipendenza delle elezioni pontificie, la scelta del papa era esclusivamente affidata al collegio dei cardinali. L&#8217;ultima parola spettava ai cardinali-vescovi, mentre l&#8217;imperatore conservava soltanto il diritto di conferma e il popolo quello d&#8217;approvazione.<br />
Pur amando svisceratamente la Chiesa, il Damiani non vedeva l&#8217;ora di deporre la carica che gli era stata affidata contro voglia, per ritirarsi nella solitudine del chiostro. Il papa non lo esaudì perché un uomo come lui era indispensabile al suo fianco. Inoltre i nuovi torbidi sorti alla morte di Niccolò II (+1061), rendevano molto utile la sua presenza a Roma. Elevato al pontificato per interessamento suo e di Ildebrando Anselmo da Baggio, vescovo di Lucca, col nome di Alessandro II (+ 1073), il Damiani ne sostenne caldamente le parti contro l&#8217;antipapa Càdalo, vescovo di Parma, abusivamente eletto a Basilea per interessamento dell&#8217;imperatrice Agnese, ingannata dal partito favorevole ai simoniaci. Non tutti i suoi passi furono approvati dai sostenitori della riforma. Egli difatti pensava che convenisse mantenere ad ogni costo l&#8217;armonia tra il papato e l&#8217;impero germanico, mentre era risaputo che le maggiori difficoltà per la desiderata e improrogabile riforma provenivano proprio dall&#8217;impero e dal laicato.<br />
Il nuovo papa acconsenti che Pier Damiani si ritirasse nel chiostro. Il cardinale arcidiacono Ildebrando, invece, riteneva indispensabile la sua permanenza alla corte pontificia. Fosse dipeso da lui gli avrebbe imposto di restare in virtù di santa ubbidienza. Il Damiani trovò il suo intervento indiscreto e giunse a tacciarlo di &#8220;Verga di Assur&#8221;, Dio supremo degli Assiri, e di&#8221;Santo Satana&#8221;.<br />
A Fonte Avellana il santo si rinchiuse in un&#8217;angusta cella per darsi al digiuno quotidiano, alle intense discipline, alla meditazione e al canto dei salmi. Per umiltà prendeva il suo pane nello stesso piatto che serviva a lavare i piedi ai poveri, e dormiva per terra sopra un graticcio di giunchi. Nel capitolo, dopo aver rivolto le sue esortazioni ai monaci, si accusava pubblicamente delle proprie colpe come un religioso qualunque, e si dava la disciplina a due mani. Da ogni parte giungevano all&#8217;eremo persone desiderose dei suoi consigli. Alessandro II lo pregò di scrivergli più sovente. Il santo ne approfittò per dirgli con franchezza quel che pensava riguardo a due abusi invalsi nella curia romana: quello di moltiplicare gli anatemi senza motivo, e di impedire ai chierici e ai laici di riprendere gli eccessi dei loro vescovi.<br />
All&#8217;occorrenza seppe accettare e portare a termine con zelo le missioni che gli furono affidate dal sommo pontefice. Nel 1063 andò a Cluny per difendere, contro le pretese del vescovo di Mâcon, l&#8217;esenzione dell&#8217;abate S. Ugo, direttamente dipendente dal papa, e a Firenze per un&#8217;indagine sul vescovo Pietro, accusato dai monaci vallombrosani di simonia, e da lui assolto per mancanza di prove. Nel 1069 fu inviato a Magonza per distogliere Enrico IV dal divorzio con Berta di Torino, e nel 1071 a Montecassino per la consacrazione della chiesa. Alla scomparsa nel 1072 dell&#8217;antipapa Càdalo (Onorio II), già apostrofato dal Damiani &#8220;voragine di libidine, ignominia del sacerdozio, fetore del mondo&#8221;, e del suo principale sostenitore, Enrico, arcivescovo di Ravenna, il santo fu inviato a riconciliare con il papa gl&#8217;interdetti ravennati. Mentre ritornava a Roma per dar conto della sua legislazione, a Faenza fu colto da febbre e morì il 22-2-1072 nel monastero di Santa Maria fuori Porta. Sul suo sepolcro fece porre questo epitaffio: “Io fui ciò che tu sei; tu sarai ciò che io sono. Di grazia, ricordati di me. Guarda con pietà le ceneri di Pietro. Prega, piangi e ripeti: &#8220;Signore, risparmialo!&#8221;”. Fu subito universalmente venerato come santo. Leone XII il 1-10-1828 gli decretò il titolo di dottore. Le sue ossa sono custodite nel duomo di Faenza.</p>
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		<title>La messa del 21 febbraio</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/02/21/la-messa-del-21-febbraio/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:36:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[LITURGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Antifona d&#8217;ingresso Confido, Signore, nella tua misericordia. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato. (Sal 13,6) Colletta Il tuo aiuto, Padre misericordioso, ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito, perché possiamo conoscere &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/21/la-messa-del-21-febbraio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Antifona d&#8217;ingresso<br />
Confido, Signore, nella tua misericordia.<br />
Gioisca il mio cuore nella tua salvezza,<br />
canti al Signore che mi ha beneficato. (Sal 13,6)</p>
<p>Colletta<br />
Il tuo aiuto, Padre misericordioso,<br />
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,<br />
perché possiamo conoscere<br />
ciò che è conforme alla tua volontà<br />
e attuarlo nelle parole e nelle opere.<br />
Per il nostro Signore Gesù Cristo&#8230;</p>
<p>><br />
Prima lettura</p>
<p>Giac 4,1-10<br />
Voi chiedete e non ottenete perché chiedete male.</p>
<p>Dalla lettera di san Giacomo apostolo</p>
<p>Fratelli miei, da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per soddisfare cioè le vostre passioni. Gente infedele! Non sapete che l’amore per il mondo è nemico di Dio?<br />
Chi dunque vuole essere amico del mondo si rende nemico di Dio. O forse pensate che invano la Scrittura dichiari: «Fino alla gelosia ci ama lo Spirito, che egli ha fatto abitare in noi»? Anzi, ci concede la grazia più grande; per questo dice:<br />
«Dio resiste ai superbi,<br />
agli umili invece dà la sua grazia».<br />
Sottomettetevi dunque a Dio; resistete al diavolo, ed egli fuggirà lontano da voi. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi. Peccatori, purificate le vostre mani; uomini dall’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Riconoscete la vostra miseria, fate lutto e piangete; le vostre risa si cambino in lutto e la vostra allegria in tristezza. Umiliatevi davanti al Signore ed egli vi esalterà.</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>><br />
Salmo responsoriale</p>
<p>Sal 54</p>
<p>Affida al Signore il tuo peso ed egli ti sosterrà.</p>
<p>Chi mi darà ali come di colomba<br />
per volare e trovare riposo?<br />
Ecco, errando, fuggirei lontano,<br />
abiterei nel deserto.<br />
In fretta raggiungerei un riparo<br />
dalla furia del vento, dalla bufera. </p>
<p>Disperdili, Signore, confondi le loro lingue.<br />
Ho visto nella città violenza e discordia:<br />
giorno e notte fanno la ronda sulle sue mura. </p>
<p>Affida al Signore il tuo peso<br />
ed egli ti sosterrà,<br />
mai permetterà che il giusto vacilli.</p>
<p>Canto al Vangelo (Gal 6,14)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore,<br />
per mezzo della quale il mondo per me è stato crocifisso,<br />
come io per il mondo.<br />
Alleluia.</p>
<p>><br />
Vangelo</p>
<p>Mc 9,30-37<br />
Il Figlio dell’uomo viene consegnato. Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.</p>
<p>+ Dal Vangelo secondo Marco</p>
<p>In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.<br />
Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».<br />
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».</p>
<p>Parola del Signore</p>
<p>Preghiera dei fedeli<br />
Cristo crocifisso e risorto, servo e salvatore di tutti, è la sapienza di Dio e la misura del suo amore per noi. Nel desiderio di uniformarci a lui, umile e giusto, invochiamo l&#8217;aiuto del Signore, dicendo:<br />
Donaci, Padre, la sapienza di Cristo!</p>
<p>Quando siamo tentati di imporre più che proporre la verità del vangelo:<br />
Quando il mondo ci affascina con le sue esibizioni di potenza e di vita facile:<br />
Quando dobbiamo prendere decisioni importanti per noi e per la collettività:<br />
Quando vorremmo primeggiare e servirci degli altri:<br />
Quando ci sentiamo impotenti di fronte alla sofferenza che colpisce gli innocenti:<br />
Quando avvertiamo sgomento di fronte alla morte dei nostri cari:<br />
Quando il carico dei sacrifici giornalieri ci spaventa:<br />
Quando chi è nell&#8217;angustia ha bisogno del nostro aiuto fraterno e gratuito:<br />
Quando i bambini hanno bisogno della nostra tenerezza:</p>
<p>O Dio onnipotente, il Signore Gesù, morto e risorto per noi, per primo e in modo sublime ci ha mostrato la via del servizio. Fà che la percorriamo con amore, umili collaboratori del tuo regno. Te lo chiediamo per Cristo, servo dell&#8217;umanità, che ora siede con te nella gloria per i secoli dei secoli. Amen.</p>
<p>Preghiera sulle offerte<br />
Accogli, Signore, quest’offerta<br />
espressione della nostra fede;<br />
fa’ che dia gloria al tuo nome<br />
e giovi alla salvezza del mondo.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
<p>Antifona di comunione<br />
Annunzierò tutte le tue meraviglie.<br />
In te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome,<br />
o Altissimo. (Sal 9,2-3) </p>
<p>Oppure:<br />
Signore, io credo che tu sei il Cristo,<br />
il Figlio del Dio vivente, venuto in questo mondo. (Gv 11,27)</p>
<p>Preghiera dopo la comunione<br />
Il pane che ci hai donato, Signore,<br />
in questo sacramento di salvezza,<br />
sia per tutti noi pegno sicuro di vita eterna.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
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		<title>Il pensiero del giorno</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/02/21/il-pensiero-del-giorno-100/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:35:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERO DEL GIORNO]]></category>

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		<description><![CDATA[“presiedere nella carità” significa attirare gli uomini in un abbraccio eucaristico &#8211; l’abbraccio di Cristo -, che supera ogni barriera e ogni estraneità, e crea la comunione dalle molteplici differenze. Il ministero petrino è dunque primato nell’amore in senso eucaristico, &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/21/il-pensiero-del-giorno-100/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
“presiedere nella carità” significa attirare gli uomini in un abbraccio eucaristico &#8211; l’abbraccio di Cristo -, che supera ogni barriera e ogni estraneità, e crea la comunione dalle molteplici differenze. Il ministero petrino è dunque primato nell’amore in senso eucaristico, ovvero sollecitudine per la comunione universale della Chiesa in Cristo. E l’Eucaristia è forma e misura di questa comunione, e garanzia che essa si mantenga fedele al criterio della tradizione della fede.</p>
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		<title>Il Santo del giorno : Beata Amata (de Corano) da Assisi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 07:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nipote di s. Chiara, nacque ad Assisi alla fine del 1200. Destinata a sposare un nobile della città natale, orgogliosa della sua bellezza, conduceva una vita frivola. Visitando la zia, fu illuminata dalla povertà umile e serena delle Damianite. Mutò &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/20/il-santo-del-giorno-beata-amata-de-corano-da-assisi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/piconasanti10.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/piconasanti10-150x150.jpg" alt="" title="piconasanti10" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-4694" /></a><strong><br />
Nipote di s. Chiara, nacque ad Assisi alla fine del 1200. Destinata a sposare un nobile della città natale, orgogliosa della sua bellezza, conduceva una vita frivola. Visitando la zia, fu illuminata dalla povertà umile e serena delle Damianite. Mutò ideali, rinunziò al matrimonio e nel 1213 entrò nel monastero di S. Damiano. Il Martirologio Francescano la ricorda con questo elogio: &#8220;Quae puritate et innocentia vitae ferventique in Christum sponsum amore excelluit&#8221;. A causa delle aspre penitenze si ammalò di idropisia: per tredici mesi soffrì di una violenta tosse e ne fu guarita infine dalla santa zia con un semplice segno di croce. Presente alla morte di s. Chiara, da lei fu interpellata, come narra il Celano, con queste parole: &#8220;Vides tu, filia, regem gloriae quem ego aspicio?&#8221;.<br />
Morì intorno al 1254. Quando nel 1260 le Damianite abbandonarono il vecchio monastero per entrare in città, le spoglie di Amata furono portate nel convento di S. Giorgio. Nel 1602 Crescenzio, vescovo di Assisi, trasferì le sue reliquie, quelle della b. Agnese (sorella di s. Chiara) e quelle della b. Benedetta (prima badessa dopo s. Chiara), in un&#8217;urna di pietra sotto un altare della chiesa. La festa di Amata ricorre il 20 febbraio.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La messa del 20 febbraio</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/02/20/la-messa-del-20-febbraio/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 07:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[LITURGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Antifona d&#8217;ingresso Confido, Signore, nella tua misericordia. Gioisca il mio cuore nella tua salvezza, canti al Signore che mi ha beneficato. (Sal 13,6) Colletta Il tuo aiuto, Padre misericordioso, ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito, perché possiamo conoscere &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/20/la-messa-del-20-febbraio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Antifona d&#8217;ingresso<br />
Confido, Signore, nella tua misericordia.<br />
Gioisca il mio cuore nella tua salvezza,<br />
canti al Signore che mi ha beneficato. (Sal 13,6)</p>
<p>Colletta<br />
Il tuo aiuto, Padre misericordioso,<br />
ci renda sempre attenti alla voce dello Spirito,<br />
perché possiamo conoscere<br />
ciò che è conforme alla tua volontà<br />
e attuarlo nelle parole e nelle opere.<br />
Per il nostro Signore Gesù Cristo&#8230;</p>
<p>><br />
Prima lettura</p>
<p>Giac 3,13-18<br />
Se avete nel vostro cuore spirito di contesa, non vantatevi.</p>
<p>Dalla lettera di san Giacomo apostolo</p>
<p>Fratelli miei, chi tra voi è saggio e intelligente? Con la buona condotta mostri che le sue opere sono ispirate a mitezza e sapienza. Ma se avete nel vostro cuore gelosia amara e spirito di contesa, non vantatevi e non dite menzogne contro la verità.<br />
Non è questa la sapienza che viene dall’alto: è terrestre, materiale, diabolica; perché dove c’è gelosia e spirito di contesa, c’è disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera.<br />
Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>><br />
Salmo responsoriale</p>
<p>Sal 18</p>
<p>I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore.</p>
<p>La legge del Signore è perfetta,<br />
rinfranca l’anima;<br />
la testimonianza del Signore è stabile,<br />
rende saggio il semplice. </p>
<p>I precetti del Signore sono retti,<br />
fanno gioire il cuore;<br />
il comando del Signore è limpido,<br />
illumina gli occhi. </p>
<p>Il timore del Signore è puro,<br />
rimane per sempre;<br />
i giudizi del Signore sono fedeli,<br />
sono tutti giusti. </p>
<p>Ti siano gradite le parole della mia bocca;<br />
davanti a te i pensieri del mio cuore,<br />
Signore, mia roccia e mio redentore.</p>
<p>Canto al Vangelo (2Tm 1,10)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Il salvatore nostro Cristo Gesù ha vinto la morte<br />
e ha fatto risplendere la vita per mezzo del Vangelo.<br />
Alleluia.</p>
<p>><br />
Vangelo</p>
<p>Mc 9,14-29<br />
Credo, Signore; aiuta la mia incredulità.</p>
<p>+ Dal Vangelo secondo Marco</p>
<p>In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.<br />
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.<br />
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».<br />
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.<br />
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». </p>
<p>Parola del Signore</p>
<p>Preghiera dei fedeli<br />
L&#8217;invocazione che sale da un cuore umile, trova accoglienza presso Dio e sollecita la sua misericordia. Presentiamo a lui ciò che ci sta a cuore, dicendo con fede:<br />
Padre buono, ascoltaci!</p>
<p>Ti preghiamo per la Chiesa: fà che i peccatori si accostino a lei con fiducia per essere a te riconciliati.<br />
Ti preghiamo per i sacerdoti: dona loro sapienza e carità nel porgere Cristo, pane di vita e parola che rianima nel profondo.<br />
Ti preghiamo per gli &#8220;operai della preghiera&#8221;: il profumo della lode incessante renda più umano l&#8217;universo.<br />
Ti preghiamo per chi è stato ferito dalla vita: donaci un forte amore per ogni uomo e la volontà di porre segni di pace.<br />
Ti preghiamo per tutte le piaghe dell&#8217;umanità: la sofferenza di molti la santifichi fino a condurla definitivamente a te.<br />
Per i genitori preoccupati della salute e dell&#8217;avvenire dei figli.<br />
Per chi non prega da tanto tempo.</p>
<p>O Creatore nostro, che hai fatto tutto con sapienza e con bontà, da te speriamo il dono del tuo Spirito risanatore, perché con il Cristo tuo Figlio, dato per noi, possiamo cantare la tua lode per i secoli eterni. Amen.</p>
<p>Preghiera sulle offerte<br />
Accogli, Signore, quest’offerta<br />
espressione della nostra fede;<br />
fa’ che dia gloria al tuo nome<br />
e giovi alla salvezza del mondo.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
<p>Antifona di comunione<br />
Annunzierò tutte le tue meraviglie.<br />
Io te gioisco ed esulto,<br />
canto inni al tuo nome, o Altissimo.</p>
<p>Preghiera dopo la comunione<br />
Annunzierò tutte le tue meraviglie. In te gioisco ed esulto, canto inni al tuo nome, o Altissimo. (Sal 9,2-3) </p>
<p>Oppure:<br />
Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente, venuto in questo mondo. (Gv 11,27)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il pensiero del giorno</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/02/20/il-pensiero-del-giorno-99/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 07:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERO DEL GIORNO]]></category>

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		<description><![CDATA[La Chiesa è veramente se stessa nella misura in cui lascia trasparire l’Altro &#8211; con la “A” maiuscola &#8211; da cui proviene e a cui conduce. La Chiesa è il luogo dove Dio “arriva” a noi, e dove noi “partiamo” &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/20/il-pensiero-del-giorno-99/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
La Chiesa è veramente se stessa nella misura in cui lascia trasparire l’Altro &#8211; con la “A” maiuscola &#8211; da cui proviene e a cui conduce. La Chiesa è il luogo dove Dio “arriva” a noi, e dove noi “partiamo” verso di Lui; essa ha il compito di aprire oltre se stesso quel mondo che tende a chiudersi in se stesso e portargli la luce che viene dall’alto, senza la quale diventerebbe inabitabile. </p>
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		<title>Il Santo del giorno: Santa Geltrude (Gertrude) Comensoli Fondatrice</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 08:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANTORALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Di famiglia povera, molto religiosa e credente in conformità alla Storia Sacra predicata dal parroco nell’insegnamento della Dottrina Cristiana, Caterina, di intelligenza vivace e di animo pronto, vive in casa i misteri cristiani della fede. Inoltre è assidua e vivace &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/02/18/il-santo-del-giorno-santa-geltrude-gertrude-comensoli-fondatrice/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/41650A.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/41650A.jpg" alt="" title="41650A" width="122" height="150" class="alignleft size-full wp-image-4687" /></a><strong><br />
Di famiglia povera, molto religiosa e credente in conformità alla Storia Sacra predicata dal parroco nell’insegnamento della Dottrina Cristiana, Caterina, di intelligenza vivace e di animo pronto, vive in casa i misteri cristiani della fede. Inoltre è assidua e vivace nella catechesi e nell’oratorio parrocchiale. In questa atmosfera di fede salda e convinta, resta colpita dal racconto della Presenza di Gesù nell’Eucaristia, approfondisce questo mistero con l’aiuto di validi confessori, tanto da desiderare fortemente di fondare un Istituto che abbia come primo intendimento quello di adorare questo insondabile mistero.<br />
Nel 1867 si consacra nella Compagnia di Sant’Angela Merici, riattivata a Brescia l’anno precedente dalle sorelle Maddalena ed Elisabetta Girelli e approvata dal vescovo Girolamo Verzeri, fratello di santa Teresa Verzeri.<br />
Caterina diventa maestra del gruppo di novizie della Compagnia di Bienno.<br />
Ammalatosi il padre nel 1869, per portare aiuto alla famiglia è disposta a lasciare Bienno. La superiora di Brescia, Maddalena Girelli, la indirizza a Chiari (BS) in qualità di domestica, nella rinomata e numerosa famiglia di don Giovanni Battista Rota, che ha ben 3 sorelle appartenenti alla Compagnia di St’Angela.<br />
Nel 1874 la mamma la prega di recarsi a Milano dai conti Vitali Fè residenti a Milano nel Palazzo di Corso Venezia 36, la contessa Ippolita Fè è cognata dei nobili Simoni di Bienno, nei ruoli di dama di compagnia e di cura dei due figlioletti maschi: Bartolomeo (n. 1871) e Giulio (n. 1874). Essendo il conte Vitali Gian Battista un ricco terriero possiede campi e casa anche nel bergamasco, in particolare la Villa di Capriate San Gervasio dove con la famiglia e i domestici era solito trascorre i mesi estivi, sottraendosi alla calura di Milano. Il viaggio non era difficile perché il Naviglio e l’Adda erano navigabili e vie di commercio.<br />
Caterina si occupa di Bartolomeo fino all’età scolare, compie poi gli studi in collegio, Giulio muore a pochi mesi; segue la contessa Ippolita nei suoi movimenti e nei suoi viaggi: Milano, Brescia, Bergamo, San Gervasio d’Adda e in diverse località termali. Rimane a servizio tra Milano e San Gervasio per 8 anni.<br />
Fattasi ormai donna saggia, ricca di capacità umane e di sensibilità interiori, portata a una spiritualità profonda e a una crescente attenzione alle necessità educative delle “giovinette”, ai poveri e ai malati, matura sempre più in lei l’ideale di fondare un Istituto dedito all’Adorazione e all’Educazione dei piccoli e dei giovani, che si concretizza con l’incontro a Bergamo del sacerdote don Francesco Spinelli. Nel secolo XIX è necessario un sacerdote Superiore a garanzia del buon funzionamento di un Istituto femminile. Dal 1879 al 1882 il progetto che delinea con don Francesco, si precisa e, dopo essere stato sottoposto al vescovo di Bergamo mons. Gaetano Camillo Guindani, l’Istituto si fonda il 15 dicembre 1882. In città e in diocesi l’iniziativa è ben accolta, perché è l’unica sul territorio bergamasco con lo scopo primario dell’Adorazione perpetua. La Casa Madre è in Bergamo, ma altre case si aprono, vivente la Fondatrice, in Lombardia e nel Veneto.<br />
Un crollo finanziario porta alla separazione dei due Fondatori e quindi alla divisione in due Istituti. Il 19 gennaio 1889 Santa Geltrude scrive: “Il giorno è questo della terribile catastrofe… Mio Gesù di qui a qualche minuto saranno [qui], vengono a metterci tutto sotto sigillo… Sostenetemi nella dura prova, aiutatemi… Gli uomini sigillano le nostre cose. Voi sigillate il mio cuore, nel dolcissimo ed amabile vostro Cuore, non mi togliete più… tenetemi sempre Voi, mio diletto Gesù, Fiat voluntas tua. Amen”. “…il mio povero Istituto se a Voi piace lo sosterrete”. “Voi solo potete sollevarmi, Voi solo aiutarmi. Io sol confido in Voi. Dio solo!”. (Gli Scritti, p. 57, 59; Brescia 1981).<br />
Il sinistro evento sembra portare tutto alla rovina, ma Santa Geltrude, dopo un fugace smarrimento, lo considera una prova richiesta dal Signore e reagisce con forte fede e tenacia, fiduciosa nella Divina Provvidenza, sebbene debba rifugiarsi a Lodi con le suore che le restano vicino nel dolore, nella pazienza e nella speranza della ricostruzione. Tuttavia si sottopone totalmente alla Volontà di Dio “Fate quello che piace a Voi mio Dio, purché restate glorificato eleggo di soffrire qualunque pena. La vostra volontà, non la mia, non cerco me, no, [cerco] la pura gloria del mio Dio;… Amen Fiat”. (Gli Scritti, p. 58, Brescia 1981)<br />
Rinasce l’Istituto rigoglioso e vivo come un tenero albero, che ha trovato le sue radici nel terreno ubertoso della preghiera, della sofferenza, della fede e dell’umiltà; rinasce grazie all’energia e all’equilibrio di Santa Geltrude, delle suore che hanno collaborato con tutte le forze e con tutto l’amore di cui erano capaci per la realizzazione di un sogno che ormai era diventato comune; rinasce grazie al concreto e premuroso sostegno del vescovo di Lodi mons. Giovanni Battista Rota, di Chiari, nella cui famiglia la Comensoli era stata domestica per 5 anni; rinasce grazie al vescovo di Bergamo mons. G.C. Guindani, che nel 1889 raccomanda con premura le Suore Sacramentine a mons. Rota, il quale viene alla determinazione di riconoscere, con decreto 8 settembre 1891, l’Istituto delle Suore Sacramentine di Bergamo, canonicamente eretto in Lodi con Casa Madre temporanea in Lavagna di Comazzo.<br />
La finalità dell’Istituto è duplice: “Adorare Gesù in Sacramento e Attendere ad opere di carità verso il prossimo a seconda delle disposizioni della Divina Provvidenza, avendo di mira specialmente l’educar la gioventù”.<br />
Nel 1892 la Comensoli riconquista, sia pur in affitto, la prima casa di Bergamo e ritorna, dopo due anni, con le suore all’amata Casa Madre, culla della Congregazione alla quale dà un impulso decisivo e vitale.<br />
Santa Geltrude lascia aperte 16 case prima della sua morte e l’Istituto con 179 suore; assistono: le operaie nei convitti, nelle filande, nelle tessiture e altri laboratori, le orfane, le ragazze coatte minorenni, le studenti nei pensionati, gli anziani nei ricoveri, i malati di pellagra e le cucine economiche, insegnano il ricamo in oro. Inoltre operano nelle parrocchie e negli oratori, aprono scuole di studio e di lavoro, doposcuola, insegnano in diverse scuole comunali.<br />
Santa Geltrude vede il primo riconoscimento pontificio dell’Istituto nel Decreto di Lode dell’11 aprile 1900 promulgato da Leone XIII.<br />
L’opera di Dio è compiuta!<br />
Santa Geltrude ormai ha dato tutte le garanzie di continuità per l’Adorazione pubblica perpetua a Gesù Sacramentato, ha trasfuso nelle suore il prezioso patrimonio spirituale di preghiera, di umiltà e di carità soprattutto verso i poveri quindi può andare incontro al suo sposo Gesù.<br />
A mezzogiorno del 18 febbraio 1903, piegando il capo verso la finestrella per un ultimo sguardo a Gesù Esposto, muore. Ha solo 56 anni.<br />
Il Decreto del riconoscimento pontificio dell’Istituto avviene 1906 e quello delle Costituzioni nel 1910, entrambi emanati da Papa Pio X, che Santa Geltrude aveva conosciuto quando era arcivescovo di Venezia.<br />
Nel mondo, presenti saranno “sempre” le Suore Sacramentine, che con gioia e “brio” prolungano il Carisma di santa Geltrude nell’Adorazione del Mistero Eucaristico e s’impegnano a farlo conoscere ed amare<br />
L’Istituto è presente in tutta l’Italia 1882, in Brasile 1946, in Malawi 1976, in Ecuador 1987, in Kenya 1991, in Bolivia 2005, in Croazia 2006. Nel 1939/1940 le Suore Sacramentine raggiunsero anche l’Etiopia e la Cina, ma in seguito a rivolgimenti politici, le Suore furono internate in “campi” maltrattate e derise e poi espulse nel 1943 dall’Etiopia e nel 1951 dalla Cina.<br />
“Gesù amarti e farti amare” è stato il lift motiv di tutta la vita di santa Geltrude e l’Eredità Spirituale lasciata a tutte le Suore Sacramentine e a tutti gli uomini di buona volontà nel mondo.<br />
E’ stata dichiarata Venerabile, per l’Eroicità delle Virtù, da Papa Giovanni XXIII il 26 aprile 1961.<br />
E’ stata proclamata Beata da Papa Giovanni Paolo II l’1 ottobre 1989.<br />
E’ stata proclamata Santa da Papa Benedetto XVI il 26 aprile 2009.</p>
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