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	<description>Sito del santuario di Sant&#039;Ignazio da Laconi a Cagliari</description>
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		<title>Il Santo del giorno : Ascensione</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 09:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANTORALE]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Ascensione di Gesù al Cielo, è la grandiosa conclusione della permanenza visibile di Dio fra gli uomini, preludio della Pentecoste, inizia la storia della Chiesa e apre la diffusione del cristianesimo nel mondo. Senso biblico del termine ‘Ascensione’ Secondo una &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/20/il-santo-del-giorno-ascensione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/20263D.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/20263D.jpg" alt="" title="20263D" width="100" height="150" class="alignleft size-full wp-image-5873" /></a><strong></p>
<p>L’Ascensione di Gesù al Cielo, è la grandiosa conclusione della permanenza visibile di Dio fra gli uomini, preludio della Pentecoste, inizia la storia della Chiesa e apre la diffusione del cristianesimo nel mondo.</p>
<p>Senso biblico del termine ‘Ascensione’<br />
Secondo una concezione spontanea e universale, riconosciuta dalla Bibbia, Dio abita in un luogo superiore e l’uomo per incontrarlo deve elevarsi, salire.<br />
L’idea dell’avvicinamento con Dio, è data spontaneamente dal monte e nell’Esodo (19, 3), a Mosè viene trasmessa la proibizione di salire verso il Sinai, che sottintendeva soprattutto quest’avvicinamento al Signore; “Delimita il monte tutt’intorno e dì al popolo; non salite sul monte e non toccate le falde. Chiunque toccherà le falde sarà messo a morte”.<br />
Il comando di Iavhè non si riferisce tanto ad una salita locale, ma ad un avvicinamento spirituale; bisogna prima purificarsi e raccogliersi per poter udire la sua voce. Non solo Dio abita in alto, ma ha scelto i luoghi elevati per stabilirvi la sua dimora; anche per andare ai suoi santuari bisogna ‘salire’.<br />
Così lungo tutta la Bibbia, i riferimenti al ‘salire’ sono tanti e continui e quando Gerusalemme prende il posto degli antici santuari, le folle dei pellegrini ‘salgono’ festose il monte santo; “Ascendere” a Gerusalemme, significava andare a Iavhè, e il termine, obbligato dalla reale posizione geografica, veniva usato sia dalla simbologia popolare per chi entrava nella terra promessa, come per chi ‘saliva’ nella città santa.<br />
Nel Nuovo Testamento, lo stesso Gesù ‘sale’ a Gerusalemme con i genitori, quando si incontra con i dottori nel Tempio e ancora ‘sale’ alla città santa, quale preludio all’”elevazione” sulla croce e alla gloriosa Ascensione.</p>
<p>I testi che segnalano l’Ascensione<br />
I Libri del Nuovo Testamento contengono sporadici accenni al mistero dell’Ascensione; i Vangeli di Matteo e di Giovanni non ne parlano e ambedue terminano con il racconto di apparizioni posteriori alla Resurrezione.<br />
Marco finisce dicendo: “Gesù… fu assunto in cielo e si assise alla destra di Dio” (XVI, 10); ne parla invece Luca: “Poi li condusse fin verso Betania, e alzate le mani, li benedisse. E avvenne che nel benedirli si staccò da loro e fu portato verso il cielo” (XXIV, 50-51).<br />
Ancora Luca negli Atti degli Apostoli, attribuitigli come autore sin dai primi tempi, al capitolo iniziale (1, 11), colloca l’Ascensione sul Monte degli Ulivi, al 40° giorno dopo la Pasqua e aggiunge: “Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo. E poiché essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che è stato tra di voi assunto fino al cielo, tornerà un giorno allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.<br />
Gli altri autori accennano solo saltuariamente al fatto o lo presuppongono, lo stesso s. Paolo pur conoscendo il rapporto tra la Risurrezione e la glorificazione, non si pone il problema del come Gesù sia entrato nel mondo celeste e si sia trasfigurato; infatti nelle varie lettere egli non menziona il passaggio dalla fase terrestre a quella celeste.<br />
Ma essi ribadiscono l’intronizzazione di Cristo alla destra del Padre, dove rimarrà fino alla fine dei secoli, ammantato di potenza e di gloria; “Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo sta assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra; siete morti infatti, e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio!” (Colossesi, 3, 1-3).</p>
<p>I dati storici dell’Ascensione<br />
Luca, il terzo evangelista, negli “Atti degli Apostoli” specifica che Gesù dopo la sua passione, si mostrò agli undici apostoli rimasti, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio; bisogna dire che il numero di ‘quaranta giorni’ è denso di simbolismi, che ricorre spesso negli avvenimenti del popolo ebraico errante, ma anche con Gesù, che digiunò nel deserto per 40 giorni.<br />
San Paolo negli stessi ‘Atti’ (13, 31) dice che il Signore si fece vedere dai suoi per “molti giorni”, senza specificarne il numero, quindi è ipotesi attendibile, che si tratti di un numero simbolico.<br />
L’Ascensione secondo Luca, avvenne sul Monte degli Ulivi, quando Gesù con gli Apostoli ai quali era apparso, si avviava verso Betania, dopo aver ripetuto le sue promesse e invocato su di loro la protezione e l’assistenza divina, ed elevandosi verso il cielo come descritto prima (Atti, 1-11).<br />
Il monte Oliveto, da cui Gesù salì al Cielo, fu abbellito da sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino con una bella basilica; verso la fine del secolo IV, la ricca matrona Poemenia edificò un’altra grande basilica, ricca di mosaici e marmi pregiati, sul tipo del Pantheon di Roma, nel luogo preciso dell’Ascensione segnato al centro da una piccola rotonda.<br />
Poi nelle alterne vicende che videro nei secoli contrapposti Musulmani e Cristiani, Arabi e Crociati, alla fine le basiliche furono distrutte; nel 1920-27 per voto del mondo cattolico, sui resti degli scavi fu eretto un grandioso tempio al Sacro Cuore, mentre l’edicola rotonda della chiesa di Poemenia, divenne dal secolo XVI una piccola moschea ottagonale.</p>
<p>Il significato dell’Ascensione<br />
San Giovanni nel quarto Vangelo, pone il trionfo di Cristo nella sua completezza nella Resurrezione, e del resto anche gli altri evangelisti dando scarso rilievo all’Ascensione, confermano che la vera ascensione, cioè la trasfigurazione e il passaggio di Gesù nel mondo della gloria, sia avvenuta il mattino di Pasqua, evento sfuggito ad ogni esperienza e fuori da ogni umano controllo.<br />
Quindi correggendo una mentalità sufficientemente diffusa, i testi evangelici invitano a collocare l’ascensione e l’intronizzazione di Gesù alla destra del Padre, nello stesso giorno della sua morte, egli è tornato poi dal Cielo per manifestarsi ai suoi e completare la sua predicazione per un periodo di ‘quaranta’ giorni.<br />
Quindi l’Ascensione raccontata da Luca, Marco e dagli Atti degli Apostoli, non si riferisce al primo ingresso del Salvatore nella gloria, quanto piuttosto l’ultima apparizione e partenza che chiude le sue manifestazioni visibili sulla terra.<br />
Pertanto l’intento dei racconti dell’Ascensione non è quello di descrivere il reale ritorno al Padre, ma di far conoscere alcuni tratti dell’ultima manifestazione di Gesù, una manifestazione di congedo, necessaria perché Egli deve ritornare al Padre per completare tutta la Redenzione: “Se non vado non verrà a voi il Consolatore, se invece vado ve lo manderò” (Giov. 16, 5-7).<br />
Il catechismo della Chiesa Cattolica dà all’Ascensione questa definizione: “Dopo quaranta giorni da quando si era mostrato agli Apostoli sotto i tratti di un’umanità ordinaria, che velavano la sua gloria di Risorto, Cristo sale al cielo e siede alla destra del Padre. Egli è il Signore, che regna ormai con la sua umanità nella gloria eterna di Figlio di Dio e intercede incessantemente in nostro favore presso il Padre. Ci manda il suo Spirito e ci dà la speranza di raggiungerlo un giorno, avendoci preparato un posto”.</p>
<p>La celebrazione della festa liturgica e civile<br />
La prima testimonianza della festa dell’Ascensione, è data dallo storico delle origini della Chiesa, il vescovo di Cesarea, Eusebio (265-340); la festa cadendo nel giovedì che segue la quinta domenica dopo Pasqua, è festa mobile e in alcune Nazioni cattoliche è festa di precetto, riconosciuta nel calendario civile a tutti gli effetti.<br />
In Italia previo accordo con lo Stato Italiano, che richiedeva una riforma delle festività, per eliminare alcuni ponti festivi, la CEI ha fissato la festa liturgica e civile, nella domenica successiva ai canonici 40 giorni dopo Pasqua.<br />
Al giorno dell’Ascensione si collegano molte feste popolari italiane in cui rivivono antiche tradizioni, soprattutto legate al valore terapeutico, che verrebbe conferito da una benedizione divina alle acque (o in altre regioni alle uova).<br />
A Venezia aveva luogo una grande fiera, accompagnata dallo ‘Sposalizio del mare’, cerimonia nella quale il Doge a bordo del ‘Bucintoro’, gettava nelle acque della laguna un anello, per simboleggiare il dominio di Venezia sul mare; a Bari la benedizione delle acque marine, a Firenze si celebra la ‘Festa del grillo’.</p>
<p>L’Ascensione nell’arte<br />
Il racconto scritturale dell’Ascensione di Gesù Cristo e la celebrazione liturgica di questo mistero, ispirarono numerose figurazioni, che possiamo trovare in miniature di codici famosi, fra tutti l’Evangeliario siriano di Rabula nella Biblioteca Laurenziana di Firenze, e in mosaici ed avori a partire dal sec. V.<br />
Il tema dell’Ascensione, si adattò bene al ritmo verticaleggiante dei timpani, sovrastanti le porte delle chiese romaniche e gotiche; esempio insigne il timpano della porta settentrionale della cattedrale di Chartres (XII sec.).<br />
Ma la rappresentazione, raggiunse notevole valore artistico con Giotto (1266-1337) che raffigurò l’Ascensione nella Cappella degli Scrovegni a Padova. Si ricorda inoltre un affresco di Buffalmacco (XIII sec.) nel Camposanto di Pisa; una terracotta di Luca Della Robbia (1400-1482) nel Museo Nazionale di Firenze; un affresco di Melozzo da Forlì († 1494) ora nel Palazzo del Quirinale a Roma; una tavola del Mantegna (1431-1506) a Firenze, Galleria degli Uffizi; una pala del Perugino († 1523) ora nel Museo di Lione; il noto affresco del Correggio († 1534) nella cupola della Chiesa di S. Giovanni a Parma; l’affresco del Tintoretto († 1594) nella Scuola di S. Rocco a Venezia; ecc.<br />
In un’ampolla del tesoro del Duomo di Monza, Cristo ascende in cielo, secondo una tipica iconografia orientale, assiso in trono; in altre raffigurazioni Egli ascende al Cielo fra uno stuolo di Angeli, di fronte agli sguardi estatici degli Apostoli e della Vergine.</p>
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		<title>La messa del 20 maggio</title>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 09:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[LITURGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Antifona d&#8217;ingresso “Uomini di Galilea, perché fissate nel cielo lo sguardo? Come l’avete visto salire al cielo, così il Signore ritornerà”. Alleluia. (At 1,11) Colletta Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/20/la-messa-del-20-maggio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Antifona d&#8217;ingresso<br />
“Uomini di Galilea,<br />
perché fissate nel cielo lo sguardo?<br />
Come l’avete visto salire al cielo,<br />
così il Signore ritornerà”. Alleluia. (At 1,11)</p>
<p>Colletta<br />
Esulti di santa gioia la tua Chiesa,<br />
o Padre,<br />
per il mistero che celebra<br />
in questa liturgia di lode,<br />
poiché nel tuo Figlio asceso al cielo<br />
la nostra umanità è innalzata accanto a te,<br />
e noi, membra del suo corpo,<br />
viviamo nella speranza<br />
di raggiungere Cristo,<br />
nostro capo, nella gloria.<br />
Egli è Dio, e vive e regna con te&#8230;</p>
<p>><br />
Prima lettura</p>
<p>At 1,1-11<br />
Fu elevato in alto sotto i loro occhi.</p>
<p>Dagli Atti degli Apostoli</p>
<p>Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.<br />
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».<br />
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».<br />
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo».</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>><br />
Salmo responsoriale</p>
<p>Sal 46</p>
<p>Ascende il Signore tra canti di gioia.</p>
<p>Popoli tutti, battete le mani!<br />
Acclamate Dio con grida di gioia,<br />
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,<br />
grande re su tutta la terra.</p>
<p>Ascende Dio tra le acclamazioni,<br />
il Signore al suono di tromba.<br />
Cantate inni a Dio, cantate inni,<br />
cantate inni al nostro re, cantate inni.</p>
<p>Perché Dio è re di tutta la terra,<br />
cantate inni con arte.<br />
Dio regna sulle genti,<br />
Dio siede sul suo trono santo.</p>
<p>><br />
Seconda lettura</p>
<p>Ef 4,1-13<br />
Raggiungere la misura della pienezza di Cristo.</p>
<p>Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni</p>
<p>Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.<br />
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.<br />
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo è detto: «Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini». Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.<br />
Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>Canto al Vangelo (Mt 28,19.20)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Andate e fate discepoli tutti i popoli, dice il Signore.<br />
Ecco, io sono con voi tutti i giorni,<br />
fino alla fine del mondo.<br />
Alleluia.</p>
<p>><br />
Vangelo</p>
<p>Mc 16,15-20<br />
Il Signore fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.</p>
<p>+ Dal Vangelo secondo Marco</p>
<p>In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».<br />
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.<br />
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.</p>
<p>Parola del Signore</p>
<p>Preghiera dei fedeli<br />
Nel giorno in cui Gesù risorto è tornato al Padre, innalziamo con fiducia le nostre preghiere nell&#8217;attesa del suo ritorno glorioso.<br />
Preghiamo insieme e diciamo: Guarda i tuo figli, Signore. </p>
<p>1.	 Per la Chiesa, perché svolga con rinnovato entusiasmo il suo impegno missionario di annunciare il Vangelo fino ai confini del mondo, preghiamo.<br />
2.	 Per il Papa, i vescovi, i presbiteri e tutti i missionari del Vangelo, perché possano promuovere sempre gli autentici valori del Vangelo, testimoniando l&#8217;amore, la verità, la giustizia e la pace, preghiamo.<br />
3.	 Per coloro che stanno per ricevere la Cresima, completando così il cammino iniziato con il Battesimo, perché trovino nelle comunità cristiane testimoni autentici e sincera accoglienza alle loro domande e speranze, preghiamo.<br />
4.	 Per tutti noi, perché il Signore Gesù possa illuminare gli occhi della nostra mente, per scoprire la grandezza della speranza alla quale ci ha chiamati e dell&#8217;eredità che ci è stata promessa, preghiamo. </p>
<p>O Signore risorto, che per tutti i tuoi figli hai preparato un posto nella tua casa, fa&#8217; che il desiderio del cielo ci renda solleciti nel compiere la tua volontà e attenti ai desideri dei fratelli che vivono accanto a noi. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.</p>
<p>Preghiera sulle offerte<br />
Accogli, Signore, il sacrificio che ti offriamo<br />
nella mirabile ascensione del tuo Figlio,<br />
e per questo santo scambio di doni<br />
fa’ che il nostro spirito si innalzi alla gioia del cielo.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
<p>PREFAZIO DELL’ASCENSIONE DEL SIGNORE I<br />
Il mistero dell’Ascensione </p>
<p>È veramente cosa buona e giusta,<br />
che tutte le creature in cielo e sulla terra<br />
si uniscano nella tua lode, Dio onnipotente ed eterno.<br />
Il Signore Gesù, re della gloria,<br />
vincitore del peccato e della morte,<br />
oggi è salito al cielo tra il coro festoso degli angeli.<br />
Mediatore tra Dio e gli uomini,<br />
giudice del mondo e Signore dell’universo,<br />
non si è separato dalla nostra condizione umana,<br />
ma ci ha preceduti nella dimora eterna,<br />
per darci la serena fiducia che dove è lui, capo e primogenito,<br />
saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria.<br />
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,<br />
l’umanità esulta su tutta la terra,<br />
e con l’assemblea degli angeli e dei santi<br />
canta l’inno della tua gloria: Santo&#8230; </p>
<p>PREFAZIO DELL’ASCENSIONE DEL SIGNORE II<br />
Il mistero dell’Ascensione </p>
<p>È veramente cosa buona e giusta,<br />
che tutte le creature in cielo e sulla terra<br />
si uniscano nella tua lode, Dio onnipotente ed eterno,<br />
per Cristo nostro Signore.<br />
Dopo la risurrezione<br />
egli si mostrò visibilmente a tutti i discepoli,<br />
e sotto il loro sguardo salì al cielo,<br />
perché noi fossimo partecipi della sua vita divina.<br />
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,<br />
l’umanità esulta su tutta la terra,<br />
e con l’assemblea degli angeli e dei santi<br />
canta l’inno della tua gloria: Santo&#8230;</p>
<p>Antifona di comunione<br />
“Andate in tutto il mondo,<br />
predicate il Vangelo a ogni creatura”. Alleluia. (Mc 16,15)</p>
<p>Preghiera dopo la comunione<br />
Dio onnipotente e misericordioso,<br />
che alla tua Chiesa pellegrina sulla terra<br />
fai gustare i divini misteri,<br />
suscita in noi il desiderio della patria eterna,<br />
dove hai innalzato l’uomo accanto a te nella gloria.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
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		<title>Il pensiero del giorno</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/05/20/il-pensiero-del-giorno-42/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2012 09:43:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERO DEL GIORNO]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Spirito di Cristo diventa la forza della nostra preghiera «debole», la luce della nostra preghiera «spenta», il fuoco della nostra preghiera «arida», donandoci la vera libertà interiore, insegnandoci a vivere affrontando le prove dell’esistenza, nella certezza di non essere &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/20/il-pensiero-del-giorno-42/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Lo Spirito di Cristo diventa la forza della nostra preghiera «debole», la luce della nostra preghiera «spenta», il fuoco della nostra preghiera «arida», donandoci la vera libertà interiore, insegnandoci a vivere affrontando le prove dell’esistenza, nella certezza di non essere soli, aprendoci agli orizzonti dell’umanità e della creazione «che geme e soffre le doglie del parto»</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Santo del giorno : San Crispino (Pietro Fioretti) da Viterbo Religioso Cappuccino</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/05/19/il-santo-del-giorno-san-crispino-pietro-fioretti-da-viterbo-religioso-cappuccino/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 08:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Crispino nacque a Viterbo, nella contrada detta del Bottarone, il 13 novembre 1668; fu battezzato il 15 dello stesso mese nella chiesa di S. Giovanni Battista con il nome di Pietro. Il padre Ubaldo Fioretti era un artigiano e aveva &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/19/il-santo-del-giorno-san-crispino-pietro-fioretti-da-viterbo-religioso-cappuccino/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/54425B.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/54425B.jpg" alt="" title="54425B" width="93" height="150" class="alignleft size-full wp-image-5866" /></a><strong><br />
Crispino nacque a Viterbo, nella contrada detta del Bottarone, il 13 novembre 1668; fu battezzato il 15 dello stesso mese nella chiesa di S. Giovanni Battista con il nome di Pietro. Il padre Ubaldo Fioretti era un artigiano e aveva sposato Marzia (la mamma) già vedova e con una figlia. Pietro rimane orfano di padre in ancor età, e la mamma vedova per la seconda volta si sposa con il fratello di Ubaldo Francesco, un calzolaio a lui molto affezionato e che al nipotino fece frequentare le scuole dei gesuiti e che quindi accolse come apprendista nella sua bottega di calzolaio. </p>
<p>Pietro indossò l&#8217;abito cappuccino nel convento della Palanzana di Viterbo il 22 luglio 1693, festa di S. Maria Maddalena, assumendo il nome Crispino da Viterbo, dopo l&#8217;anno di noviziato, il 22 luglio 1694, fu trasferito a Tolfa, dove rimase tre anni, per qualche mese rimase a Roma e fino al 1703 dimorò ad Albano, da qui fu trasferito a Monterotondo dove rimase per oltre sei anni, fino 1709; da quest&#8217;anno e per quaranta anni rimase ad Orvieto, dove fu ortolano fino al gennaio de1 1710, e poi questuante. </p>
<p>Fra Crispino era veramente esigente con i religiosi, ma non era pessimista nei confronti dell&#8217;Ordine Cappuccino: reputava una grande grazia poter in esso servire Dio. Incontrando un fanciullo orvietano, Girolamo, figlio di Maddalena Rosati, gli prediceva che sarebbe stato cappuccino, cantarellandogli: &#8220;Senza pane e senza vino, fraticello di fra Crispino&#8221;. Il ragazzo si fece frate col nome di Giacinto da Orvieto e mori ancor chierico a Palestrina, appena ventunenne, nel 1749. </p>
<p>Vi sono poi degli aforismi adatti all&#8217;indole di fra Crispino. Con essi egli scherza allegramente su fatti e situazioni spesso penosi, con un inesauribile senso di humour: Il droghiere orvietano Francesco Barbareschi, tormentato dalla podagra, era da fra Crispino invitato lepidamente &#8220;a prender l&#8217;asta d&#8217;Achille, cioè la vanga, e faticare nella villa Crispigniana, chiamando così il suo orticello, ove seminava l&#8217;insalata e piantava gli erbaggi per i benefattori&#8221;. Bruciante come una frustata in faccia, la risposta data ad un altro che gli chiedeva di esser guarito dallo stesso male: &#8220;Il vostro male è più di chiragra che di podagra, perché&#8230; non pagate chi deve avere: li vostri operai e servitori piangono&#8230;&#8221;. Alla principessa Barberini, che voleva veder guarito subito il figlio Carlo rispose: &#8220;Eh, non ti basta che guarisca nell&#8217;Anno Santo? &#8230;Eh, che vuoi pigliare il Signore per la barba? Bisogna ricevere da Dio le grazie quando lui le vuol fare&#8221;. A Cosimo Puerini, dispiacente di dare in elemosina una fiasca di vino buono, Crispino dice: &#8220;Eh, che vuoi fare il sacrificio di Caino?&#8221;. Dopo che un cappuccino era scampato per miracolo alla morte nel tentativo di attraversare un fiume in piena, fra Crispino cantarellò: &#8220;Torbida si vede, torbida si lassa; son un gran matto, se si passa&#8221;.<br />
A fra Crispino capitava spesso di dover parlare di se agli altri, per aiutarli a farsi sul suo conto un&#8217;idea più rispondente alla realtà. Diceva spesso: &#8220;Sono peggiore dei merangoli, da&#8217; quali pure se ne ricava un poco di sugo, ma da me cosa vogliono ricavare?&#8221;. Per sottrarsi a lodi ed ammirazione, fra Crispino ricorreva spesso ad immagini e similitudini. A chi gli diceva di non rovinare la minestra con l&#8217;assenzio rispondeva: &#8220;Ogni amaro tenetelo caro&#8221;, oppure &#8220;Questo assenzio se non è secondo il gusto, è secondo lo spirito&#8221;. A chi lo commiserava vedendolo camminare sotto la pioggia, diceva: &#8220;Amico, io cammino tra una goccia e l&#8217;altra&#8221;, oppure tirava in ballo la sua &#8220;sibilla &#8221; che gli teneva &#8220;l&#8217;ombrella sopra il capo&#8221; o gli portava le pesanti bisacce.<br />
Essendo andato a visitare il cardinale Filippo Antonio Gualtieri, questi gli chiese perché mai, per l&#8217;occasione, non avesse indossato un abito e un mantello un poco migliori. E Crispino rispose, allargando il mantello, che questo riluceva da tutte le parti, volendo significare che era logoro e sbucato. A chi si esaltava per i suoi miracoli, diceva: &#8220;Eh via, di che vi meravigliate? Non è già cosa nuova che Dio faccia miracoli&#8221;; &#8220;E non sai, amico, che san Francesco li sa fare i miracoli?&#8221;. A Montefiascone, al popolo che gli tagliuzzava il mantello per farne reliquie, gridava: &#8220;Ma che fate, o povera gente! Quanto sarebbe meglio che tagliaste la coda ad un cane! Che siete matti? Tanto fracasso per un asino che passa! Andate in chiesa a pregare Iddio!&#8221;. L&#8217;umile bestia da soma tornava spesso nei discorsi di fra Crispino. Un giorno disse al p. Giovanni Antonio: &#8220;Padre guardiano, fra Crispino è un asino, ma la capezza che lo guida sta nelle vostre mani; però, quando volete che vada o si fermi, tirategli o allentategli la capezza&#8221;. Quando si faceva aiutare a porsi sulle spalle le bisacce, tutto allegro e gioviale egli diceva: &#8220;Carica l&#8217;asino e va alla fiera&#8221;; e a chi gli chiedeva perché mai non si coprisse il capo contro la pioggia o il sole, rispondeva: &#8220;Non sai che l&#8217;asino non porta il cappello? E che io sono l&#8217;asino dei cappuccini?&#8221;. Ma alcune volte soggiungeva con serietà: &#8220;Sai perché non porto la testa coperta? Perché rifletto che sempre sto alla presenza di Dio&#8221;. </p>
<p>Il peregrinare di fra Crispino per le campagne orvietane durò quasi quarant&#8217;anni, con due brevi interruzioni che lo portarono per alcuni mesi a Bassano e per altri a Roma. Lasciò definitivamente Orvieto il 13 maggio 17, diretto verso l&#8217;infermeria di Roma dove morì il 19 maggio 1750. </p>
<p>Fra Crispino fu beatificato il 7 settembre 1806 da papa Pio VII, canonizzato il 20 giugno 1982 da papa Giovanni Paolo II (è stato il primo santo canonizzato da questo papa).</p>
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		<title>La messa del 19 maggio</title>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 08:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[LITURGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Antifona d&#8217;ingresso Voi siete un popolo redento; annunziate le grandi opere del Signore, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce. Alleluia. (1Pt 2,9) Colletta O Dio, nostro Padre, disponi sempre al bene i nostri cuori, perché, nel &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/19/la-messa-del-19-maggio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Antifona d&#8217;ingresso<br />
Voi siete un popolo redento;<br />
annunziate le grandi opere del Signore,<br />
che vi ha chiamato dalle tenebre<br />
alla sua ammirabile luce. Alleluia. (1Pt 2,9)</p>
<p>Colletta<br />
O Dio, nostro Padre, disponi sempre<br />
al bene i nostri cuori,<br />
perché, nel continuo desiderio di elevarci a te,<br />
possiamo vivere pienamente il mistero pasquale.<br />
Per il nostro Signore Gesù Cristo&#8230; </p>
<p>Dove la solennità dell’Ascensione è celebrata il giovedì, si dice la colletta seguente: </p>
<p>O Padre, il tuo unico Figlio,<br />
prima di salire al cielo,<br />
promise ai suoi apostoli lo Spirito Santo:<br />
tu che hai dato loro la multiforme ricchezza<br />
della sapienza eterna,<br />
concedi anche a noi di ricevere i doni del tuo Spirito.<br />
Per il nostro Signore Gesù Cristo&#8230;</p>
<p>><br />
Prima lettura</p>
<p>At 18,23-28<br />
Apollo dimostrava attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.</p>
<p>Dagli Atti degli Apostoli</p>
<p>Trascorso ad Antiòchia un po’ di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.<br />
Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto, esperto nelle Scritture. Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse soltanto il battesimo di Giovanni.<br />
Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga. Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con maggiore accuratezza la via di Dio.<br />
Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero ai discepoli di fargli buona accoglienza. Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti. Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>><br />
Salmo responsoriale</p>
<p>Sal 46</p>
<p>Dio è re di tutta la terra.</p>
<p>Popoli tutti, battete le mani!<br />
Acclamate Dio con grida di gioia,<br />
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,<br />
grande re su tutta la terra.</p>
<p>Perché Dio è re di tutta la terra,<br />
cantate inni con arte.<br />
Dio regna sulle genti,<br />
Dio siede sul suo trono santo.</p>
<p>I capi dei popoli si sono raccolti<br />
come popolo del Dio di Abramo.<br />
Sì, a Dio appartengono i poteri della terra:<br />
egli è eccelso.</p>
<p>Canto al Vangelo (Gv 16,28)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo;<br />
ora lascio il mondo e vado al Padre.<br />
Alleluia.</p>
<p>><br />
Vangelo</p>
<p>Gv 16,23-28<br />
Il Padre vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto.</p>
<p>+ Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:<br />
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.<br />
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.<br />
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».</p>
<p>Parola del Signore</p>
<p>Preghiera sulle offerte<br />
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo<br />
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita<br />
in unione alla vittima spirituale,<br />
il tuo servo Gesù,<br />
unico sacrificio a te gradito.<br />
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. </p>
<p>Oppure:<br />
Accogli, Signore, i nostri doni<br />
e fa’ che i tuoi figli, riuniti nel tuo nome,<br />
si offrano a te in sacrificio di lode.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
<p>PREFAZIO PASQUALE I, II, III, IV, V</p>
<p>Antifona di comunione<br />
“Quelli che mi hai dato, Padre,<br />
voglio che siano con me, dove sono io,<br />
perché contemplino la gloria che mi hai dato”.<br />
Alleluia. (Gv 17,24 ) </p>
<p>Oppure:<br />
“Il Padre vi ama, poiché voi mi avete amato<br />
e avete creduto che io sono venuto da Dio”.<br />
Alleluia. (Gv 16,27 )</p>
<p>Preghiera dopo la comunione<br />
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,<br />
ascolta la nostra umile preghiera:<br />
il memoriale della Pasqua,<br />
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,<br />
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.<br />
Per Cristo nostro Signore. </p>
<p>Oppure:<br />
Signore, che nell’unico pane spezzato tra noi<br />
edifichi e rinnovi l’umana famiglia,<br />
donaci di attingere ai sacramenti pasquali<br />
un amore autentico e generoso.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
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		<title>Il pensiero del giorno</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/05/19/il-pensiero-del-giorno-41/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 May 2012 08:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERO DEL GIORNO]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte volte, nella nostra preghiera, chiediamo a Dio di essere liberati dal male fisico e spirituale, e lo facciamo con grande fiducia. Tuttavia spesso abbiamo l’impressione di non essere ascoltati e allora rischiamo di scoraggiarci e di non perseverare. In &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/19/il-pensiero-del-giorno-41/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Molte volte, nella nostra preghiera, chiediamo a Dio di essere liberati dal male fisico e spirituale, e lo facciamo con grande fiducia. Tuttavia spesso abbiamo l’impressione di non essere ascoltati e allora rischiamo di scoraggiarci e di non perseverare. In realtà non c’è grido umano che non sia ascoltato da Dio e proprio nella preghiera costante e fedele comprendiamo con san Paolo che «le sofferenze del tempo presente non ostacolano la gloria futura che sarà rivelata in noi»</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il Santo del giorno : San Felice da Cantalice Cappuccino</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Felice Porro nacque a Cantalice quasi sicuramente nel 1515; fanciullo si trasferì a Cittaducale, dove servì in casa Picchi in qualità di pastore e di contadino. Alimentò l&#8217;innata inclinazione ad una vita austera, ascoltando leggere le Vite dei Padri. Nei &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/18/il-santo-del-giorno-san-felice-da-cantalice-cappuccino/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/53750A.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/53750A.jpg" alt="" title="53750A" width="96" height="150" class="alignleft size-full wp-image-5858" /></a><strong><br />
Felice Porro nacque a Cantalice quasi sicuramente nel 1515; fanciullo si trasferì a Cittaducale, dove servì in casa Picchi in qualità di pastore e di contadino. Alimentò l&#8217;innata inclinazione ad una vita austera, ascoltando leggere le Vite dei Padri. Nei primi mesi del 1544, travolto da giovenchi non domi e rimasto miracolosamente incolume, si decise a mettere in atto senza altri rinvii il proposito, lungamente meditato, di rendersi religioso tra i Cappuccini. Compì l&#8217;anno di noviziato a Fiuggi e nel maggio 1545 emetteva la professione dei voti nel convento di S. Giovanni Campano. Quindi sostò per poco più di due anni nei conventi di Tivoli e di Viterbo-Palanzana e, verso la: fine del 1547 o l&#8217;inizio del 1548, si trasferì a Roma, nel convento di S. Bonaventura (attualmente S. Croce dei Lucchesi sotto il Quirinale), dove nei rimanenti quarant&#8217;anni della sua vita questuò pane e vino per i suoi confratelli.<br />
Felice ebbe un temperamento mistico. Dormiva appena due o tre ore e il resto della notte lo trascorreva in chiesa in preghiera, che per lo più era contemplazione dei misteri della vita di Gesù. Negli ultimi tre lustri della sua vita si comunicò quotidianamente. Nei giorni festivi soleva peregrinare alle &#8220;Sette Chiese&#8221; oppure visitava gli infermi nei vari ospedali romani. Nutrì una tenera devozione alla Vergine Madre, che gli apparve più volte.<br />
Nei suoi contatti quotidiani con il popolo, fu efficace consigliere spirituale di gente umile e della stessa aristocrazia della Roma rinascimentale. Per molti anni dopo la sua morte (18 maggio 1587) ragazzi e signore seguitarono a cantare ballate da lui composte e insegnate, come queste:<br />
&#8220;Gesù, somma speranza,<br />
del cuor somma baldanza.<br />
Deh! dammi tanto amore,<br />
che mi basti ad amarti &#8220;; </p>
<p>oppure: </p>
<p>&#8221; Se tu non sai la via<br />
d&#8217;andare in paradiso,<br />
vattene a Maria<br />
con pietoso viso,<br />
ch&#8217;è clemente e pia:<br />
t&#8217;insegnerà la via<br />
d&#8217;andare in paradiso&#8221;. </p>
<p>Fu amico di s. Filippo Neri e di Sisto V, al quale predisse il papato ammonendolo a comportarsi rettamente, e che ne fece celebrare il processo canonico l&#8217;anno stesso della morte (giugno-ottobre 1587) con l&#8217;intenzione di canonizzarlo immediatamente, poiché i miracoli operati dal santo ancor vivente e subito dopo la morte erano sulla bocca di tutti. Ma di fatto Felice fu beatificato il 1 ottobre 1625 e canonizzato da Clemente XI il 22 maggio.<br />
Il suo corpo riposa nella chiesa dell&#8217;Immacolata Concezione di via Veneto in Roma, dove fu trasportato il 27 aprile 1631. La festa liturgica ricorre il 18 maggio.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>La messa del 18 maggio</title>
		<link>http://www.cappuccini.tv/2012/05/18/la-messa-del-18-maggio/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[LITURGIA]]></category>

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		<description><![CDATA[Antifona d&#8217;ingresso Ci hai redenti, o Signore, con il tuo sangue da ogni tribù e lingua e popolo e nazione, e hai fatto di noi un regno di sacerdoti per il nostro Dio. Alleluia. (Ap 5,9-10) Colletta Si compia in &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/18/la-messa-del-18-maggio/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Antifona d&#8217;ingresso<br />
Ci hai redenti, o Signore, con il tuo sangue<br />
da ogni tribù e lingua e popolo e nazione,<br />
e hai fatto di noi un regno di sacerdoti<br />
per il nostro Dio. Alleluia. (Ap 5,9-10)</p>
<p>Colletta<br />
Si compia in ogni luogo, Signore,<br />
con la predicazione del Vangelo,<br />
la salvezza acquistata dal sacrificio del Cristo,<br />
e la moltitudine dei tuoi figli adottivi<br />
ottenga da lui, parola di verità,<br />
la vita nuova promessa a tutti gli uomini.<br />
Per il nostro Signore Gesù Cristo&#8230; </p>
<p>Dove la solennità dell’Ascensione è celebrata il giovedì, si dice la colletta seguente: </p>
<p>O Dio, che nella risurrezione del tuo Figlio<br />
ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,<br />
innalza il nostro spirito<br />
verso il Salvatore che siede alla tua destra,<br />
perché, quando tornerà nella gloria,<br />
noi tutti, rinati nel Battesimo<br />
riceviamo la veste candida della vita immortale.<br />
Per il nostro Signore Gesù Cristo&#8230;</p>
<p>><br />
Prima lettura</p>
<p>At 18,9-18<br />
In questa città io ho un popolo numeroso.</p>
<p>Dagli Atti degli Apostoli</p>
<p>[Mentre Paolo era a Corìnto,] una notte, in visione, il Signore gli disse: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio.<br />
Mentre Gallione era proconsole dell’Acàia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale dicendo: «Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge». Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto. Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccende». E li fece cacciare dal tribunale. Allora tutti afferrarono Sòstene, capo della sinagòga, e lo percossero davanti al tribunale, ma Gallione non si curava affatto di questo.<br />
Paolo si trattenne ancora diversi giorni, poi prese congedo dai fratelli e s’imbarcò diretto in Siria, in compagnia di Priscilla e Aquila. A Cencre si era rasato il capo a causa di un voto che aveva fatto.</p>
<p>Parola di Dio</p>
<p>><br />
Salmo responsoriale</p>
<p>Sal 46</p>
<p>Dio è re di tutta la terra.</p>
<p>Popoli tutti, battete le mani!<br />
Acclamate Dio con grida di gioia,<br />
perché terribile è il Signore, l’Altissimo,<br />
grande re su tutta la terra.</p>
<p>Egli ci ha sottomesso i popoli,<br />
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.<br />
Ha scelto per noi la nostra eredità,<br />
orgoglio di Giacobbe che egli ama.</p>
<p>Ascende Dio tra le acclamazioni,<br />
il Signore al suono di tromba.<br />
Cantate inni a Dio, cantate inni,<br />
cantate inni al nostro re, cantate inni.</p>
<p>Canto al Vangelo (Lc 24,46.26)<br />
Alleluia, alleluia.<br />
Cristo doveva patire e risorgere dai morti,<br />
ed entrare così nella sua gloria.<br />
Alleluia.</p>
<p>><br />
Vangelo</p>
<p>Gv 16,20-23<br />
Nessuno potrà togliervi la vostra gioia.</p>
<p>+ Dal Vangelo secondo Giovanni</p>
<p>In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:<br />
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.<br />
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».</p>
<p>Parola del Signore</p>
<p>Preghiera sulle offerte<br />
Accogli, Padre misericordioso,<br />
l’offerta di questa tua famiglia,<br />
perché con la tua protezione<br />
custodisca i doni pasquali e giunga alla felicità eterna.<br />
Per Cristo nostro Signore. </p>
<p>Oppure:<br />
Dio Padre misericordioso,<br />
che ci hai amati con immenso amore,<br />
fino a dare per noi il tuo unico Figlio,<br />
fa’ che nella perfetta unione con lui<br />
possiamo presentarti un’oblazione degna della tua gloria.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
<p>PREFAZIO PASQUALE I, II, III, IV, V</p>
<p>Antifona di comunione<br />
Cristo nostro Signore<br />
è stato messo a morte per i nostri peccati<br />
ed è risuscitato per la nostra giustificazione.<br />
Alleluia. (Mt 4,25) </p>
<p>Oppure:<br />
“Non vi lascerò orfani”, dice il Signore;<br />
“Verrò di nuovo a voi<br />
e si allieterà il vostro cuore”. Alleluia. (Gv 14,18; 16,22)</p>
<p>Preghiera dopo la comunione<br />
Proteggi, Signore, con paterna bontà,<br />
il tuo popolo che hai salvato con il sacrificio della croce,<br />
e rendilo partecipe della gloria del Cristo risorto.<br />
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. </p>
<p>Oppure:<br />
O Padre, che ci hai accolti alla tua mensa,<br />
fa’ che il tuo Spirito operante in questi misteri<br />
ci confermi nella tua volontà<br />
e ci renda davanti a tutti testimoni del tuo Vangelo.<br />
Per Cristo nostro Signore.</p>
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		<title>Il pensiero del giorno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[PENSIERO DEL GIORNO]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella preghiera noi sperimentiamo, più che in altre dimensioni dell’esistenza, la nostra debolezza, la nostra povertà, il nostro essere creature, poiché siamo posti di fronte all’onnipotenza e alla trascendenza di Dio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
Nella preghiera noi sperimentiamo, più che in altre dimensioni dell’esistenza, la nostra debolezza, la nostra povertà, il nostro essere creature, poiché siamo posti di fronte all’onnipotenza e alla trascendenza di Dio. </p>
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		<title>Il Santo del giorno : San Pasquale Baylon Religioso francescano</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 07:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Padre Tarcisio</dc:creator>
				<category><![CDATA[SANTORALE]]></category>

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		<description><![CDATA[Cominciamo col dire che il nome Pasquale è di origine cristiana ed è molto usato anche nel femminile Pasqualina; veniva dato ai bambini nati il giorno di Pasqua, ma le sue lontane origini sono ebraiche (Pesah = passaggio) volendo indicare &#8230; <a href="http://www.cappuccini.tv/2012/05/17/il-santo-del-giorno-san-pasquale-baylon-religioso-francescano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/53550B.jpg"><img src="http://www.cappuccini.tv/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/53550B.jpg" alt="" title="53550B" width="94" height="150" class="alignleft size-full wp-image-5851" /></a><strong><br />
Cominciamo col dire che il nome Pasquale è di origine cristiana ed è molto usato anche nel femminile Pasqualina; veniva dato ai bambini nati il giorno di Pasqua, ma le sue lontane origini sono ebraiche (Pesah = passaggio) volendo indicare il passaggio del popolo ebraico del Mar Rosso e il passaggio dell’angelo di Iahweh che salvò, segnandone le case con il sangue sacro dell’agnello, i primogeniti ebrei per distinguerli da quelli egiziani destinati alla morte nell’ultima piaga d’Egitto.<br />
Il nostro Pasquale Baylon fu un concentrato di testimonianza di quanto la Provvidenza può operare nella vita dei singoli uomini e Pasquale passò da illetterato a teologo, dalla povertà assoluta alla ricchezza degli straordinari doni dello Spirito Santo, fra cui quello della sapienza infusa, da umile portinaio e fratello laico alla santità.<br />
Nacque il 16 maggio 1540, giorno di Pentecoste, a Torre Hermosa in Aragona, Spagna, da Martino Baylon e da Isabella Jubera; fin da bambino dimostrò una spiccata devozione verso l’Eucaristia, che sarà poi la caratteristica di tutta la sua vita religiosa.<br />
Fu pastore prima del gregge della famiglia poi a servizio di altri padroni, la solitudine dei campi favorì la meditazione, il suo desiderio di spiritualità, la continua preghiera; prese anche a mortificare il suo giovane corpo con lunghi digiuni e flagellazioni dolorose.<br />
A 18 anni Pasquale Baylon chiese di essere accolto nel convento di S. Maria di Loreto, dei Francescani Riformati detti Alcantarini, da s. Pietro d’Alcantara loro ispiratore, non fu accettato forse per la giovane età.<br />
Pasquale pur di rimanere nei dintorni del convento, si occupò sempre come pastore, al servizio del ricchissimo possidente Martino García, il quale ammirato di questo suo giovane dipendente, gli propose di adottarlo così da poter diventare suo erede universale, ma Pasquale diede un deciso rifiuto, perché più che mai era deciso ad entrare tra i frati di s. Francesco.<br />
Sebbene così giovane, si acquistò una certa fama di santità per le virtù cristiane e morali, ma anche per fatti prodigiosi di cui fu l’artefice.<br />
Dopo due anni nel 1560, venne ammesso nel convento di S. Maria di Loreto, dove fece la sua professione religiosa il 2 febbraio 1564; non volle mai ascendere al sacerdozio, nonostante il parere favorevole dei superiori, perché non si sentiva degno e nella sua umiltà si contentò di rimanere sempre un semplice fratello laico.<br />
Fu per anni addetto ai vari servizi del convento, specialmente come portinaio, compito che espletò sempre con grande bontà, anche nei conventi di Jatíva e Valenza.<br />
Fu davvero ‘pentecostale’, cioè favorito dagli straordinari doni dello Spirito Santo, tra cui quello della sapienza infusa, benché illetterato era costantemente richiesto per consiglio da tanti illustri personaggi.<br />
Anche il Padre Provinciale degli Alcantarini di Spagna nel 1576, dovendo comunicare con urgenza col Padre Generale risiedente a Parigi, pensò di mandare con la missiva frate Pasquale, ben sapendo le gravi difficoltà del viaggio per l’attraversamento di alcune province francesi, che in quell’epoca erano dominate dai calvinisti.<br />
Infatti fra’ Pasquale fu fatto oggetto di continue derisioni, insulti, percosse e ad Orléans fu anche in pericolo di morte per lapidazione, dopo aver tenuto una serrata disputa sull’Eucaristia, tenendo testa agli oppositori e rintuzzando le loro false argomentazioni.<br />
Al ritorno della sua delicata e pericolosa missione, Pasquale Baylon compose un piccolo libro di definizioni e sentenze sulla reale presenza di Gesù nell’Eucaristia e sul potere divino trasmesso al pontefice romano.<br />
Per il suo desiderio di maggiore perfezione, si sottoponeva a continue pesanti mortificazioni e penitenze sempre più numerose, al punto che la sua salute era ormai ridotta male.<br />
Aveva solo 52 anni appena compiuti, quando fu sorpreso dalla morte il 17 maggio 1592 nel convento del Rosario a Villa Real (Valenza), era il giorno di Pentecoste, così come fu per la nascita.<br />
I funerali videro la partecipazione di una folla di fedeli, che volle fare omaggio di una sentita venerazione alla salma dell’umile fratello laico francescano, la cui santità per i miracoli che avvennero, fu conosciuta in tutto il mondo cattolico.<br />
Particolarmente venerato fu a Napoli, soggetta alla dominazione spagnola e il cui culto si concentrò in due grandi e celebri conventi francescani alcantarini ancora esistenti, S. Pasquale a Chiaia e S. Pasquale al Granatello, piccolo porto di Portici; il suo nome fu dato a generazioni di bambini, come del resto in tutto il Sud Italia.<br />
Viene chiamato il “Serafino dell’Eucaristia”, di questa grande devozione ci sono pervenuti i suoi pensieri personali e preghiere, che aggiungeva alle raccolte di scritti su temi eucaristici che meditava.<br />
Fu beatificato 26 anni dopo la morte, il 29 ottobre 1618 da papa Paolo V e proclamato santo il 16 ottobre 1690 da papa Alessandro VIII; papa Leone XIII il 28 novembre 1897 lo proclamò patrono delle opere eucaristiche e dei congressi eucaristici.<br />
I suoi resti che si veneravano con grande devozione a Villa Real, furono profanati e dispersi durante la famigerata Guerra Civile Spagnola (1936-39); una parte furono successivamente recuperati e restituiti alla città nel 1952.<br />
La sua appassionata devozione per l’Eucaristia, ha ispirato nei secoli i tanti artisti che l’hanno raffigurato, infatti egli compare sempre nell’atto di adorare l’ostensorio, come del resto compare nelle immaginette devozionali.<br />
È considerato patrono dei cuochi e dei pasticcieri, secondo la tradizione sarebbe l’inventore dello zabaione; è patrono anche delle nubili in cerca di marito e popolarmente delle donne in generale, secondo un detto con la rima “San Pasquale Baylonne, protettore delle donne”.<br />
La sua festa si celebra il 17 maggio.</p>
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